Unigrà al Food Revolution 2026: l’economia circolare come strategia
Unigrà è salita sul palco di Food Revolution 2026, la conferenza internazionale dedicata a innovazione e sostenibilità nel sistema agroalimentare. A Venezia-Mestre, il 12 maggio scorso, Elisa Chirato, dell’Ufficio Sostenibilità di Unigrà, ha presentato una panoramica sul percorso di sostenibilità dell’azienda.Sul fronte della deforestazione, Unigrà sta implementando un piano d’azione: “La deforestazione ha un impatto profondo sul clima, sulla biodiversità e sulla stabilità socio economica del pianeta” ha spiegato Elisa Chirato durante l’intervento. “Siamo consapevoli di questo e per la filiera dell’olio di palma, stiamo migliorando il nostro sistema di gestione delle materie prime che mira a garantire prodotti deforestation-free”. Centrale anche il tema delle emissioni. “Ciò che non si misura non si può migliorare”, ha sottolineato Chirato, spiegando che, dopo aver calcolato le proprie emissioni secondo i criteri del GHG Protocol, Unigrà ha scoperto che circa l’80% degli impatti è legato alla filiera delle materie prime. In chiusura di intervento Elisa Chirato ha illustrato l’impianto a biometano di Unigrà di prossima attivazione, sostenendo che, in questo modo, l’azienda “punta a ridurre di almeno il 30% il fabbisogno di metano fossile”. L’impianto trasformerà i residui di produzione in biometano per autoconsumo: un esempio di come l’economia circolare in Unigrà non sia solo una dichiarazione di intenti, ma una strategia già in atto.
Al CNR di Bologna, risonanza magnetica applicata ai grassi alimentari
La risonanza magnetica è comunemente nota per l’utilizzo nel campo medico, ma le applicazioni di questa tecnologia possono riguardare molteplici ambiti industriali. È stato questo il tema della Giornata di Studio “Applicazioni pratiche della risonanza magnetica nell’industria”, organizzata il 14 maggio al CNR di Bologna dal GIDRM, Gruppo Italiano Discussione Risonanze Magnetiche, in collaborazione con la Società Chimica Italiana.Unigrà era presente con un intervento di Filippo Vacchi, Technologist R&D Margarines, Shortenings and Spreads di Unigrà, che riguardava l’impiego della risonanza magnetica per la caratterizzazione delle fasi grasse alimentari e la valutazione del contenuto di solidi. “Questa tecnologia ha applicazioni trasversali su quasi tutte le categorie di prodotti da noi trattati” spiega Filippo Vacchi. “Unigrà ha portato come caso studio la margarina dove una variazione della formulazione della fase grassa e quindi del profilo SFC (Solid Fat Content) porta a caratteristiche e applicazioni differenti nel prodotto finito”.
L’evento è stato l’occasione per confrontarsi con esperti di altri ambiti industriali per scambiare idee e approcci innovativi. Un appuntamento che conferma l’impegno di Unigrà nell’applicazione della ricerca scientifica alla produzione industriale.