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Plant-based 2.0: le soluzioni di Unigrà al FI Webinar Series

Ricerca, innovazione e sviluppo: l'impegno di Unigrà per le nuove frontiere del plant-based

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Il 9 giugno 2026 nell’ambito del FI Webinar Series Unigrà ha partecipato all’evento “Plant-based 2.0: Scaling taste, impact & accessibility”. L’intervento dal titolo “Plant-based innovation: Real solutions for the current and future global market” è stata un’occasione per fare il punto sul percorso dell’azienda nel mondo del plant-based: dalle origini ben radicate nella lavorazione degli oli vegetali al primo brand aziendale con posizionamento interamente vegetale, fino alle attuali innovazioni di prodotto e alle ricerche su nuovi ingredienti per rispondere alle sfide del mercato. Per Unigrà sono intervenuti Carlo Oldani, Group Marketing Director, Claudio Chinnici, Group Marketing Manager Consumer e Dario Battacchi, Innovation Project Manager.

Il plant-based nel DNA di Unigrà

Carlo Oldani, Group Marketing Director, ha aperto l’intervento sottolineando che per l’Azienda il plant-based non è una tendenza recente, ma un approccio condiviso fin dalle origini: nel corso degli anni Unigrà ha investito in ricerca, esplorato nuove materie prime e adottato tecnologie avanzate.  

Dallo sviluppo di margarine, prodotti completamente plant-based, è stata proprio l’esperienza in questo settore a permettere di evolvere, in modo del tutto naturale, verso le alternative al dairy: un esempio concreto è lo sviluppo di cioccolato al latte dairy-free, che utilizza farina di riso al posto dei solidi del latte. “Il nostro obiettivo”, spiega Carlo Oldani, “non era semplicemente offrire un sostituto, ma creare una soluzione plant-based che si distingue per il gusto eccellente e le ottime performance”. Da questa visione, il passo successivo è stato l’ingresso nel mondo retail delle bevande e creme vegetali: è nato così il progetto OraSì. 
 

La strategia del brand OraSì

Claudio Chinnici, Group Marketing Manager Consumer, nella sua lettura del mercato ha evidenziato una distinzione tra le diverse fasi di sviluppo: inizialmente i consumatori “veg-exclusivist” sostituivano i latticini con la soia per ragioni nutrizionali; oggi i cosiddetti “wellness seekers” ricercano nel plant-based un’alimentazione equilibrata, leggera e con benefici funzionali. Il segmento più grande e interessante rimane, però, quello dei “flexitarian”: consumatori che scelgono principalmente sulla base del gusto e della soddisfazione organolettica. 

Alla luce di questa evoluzione del settore, la nuova visione di OraSì è la sintesi di due approcci: portare gusto e qualità nelle categorie percepite come salutari ma privative, ed essere l’opzione vegetale nelle categorie percepite come gustose e organoletticamente soddisfacenti. Un esempio concreto è il recente lancio di una gamma di creme dolci spalmabili 100% vegetali. “Sostituire il latte con ingredienti plant-based e valorizzare la percezione del gusto di pistacchio, cacao e mandorla inserendoli come primi ingredienti in etichetta: in questo modo offriamo un’incredibile esperienza di gusto, anche in chiave plant-based”, ha spiegato Claudio Chinnici.

I progetti di innovazione R&D

Dario Battacchi, Innovation Project Manager in Unigrà, ha presentato alcuni progetti R&D, volti a ridefinire il concetto di plant-based: non più una semplice alternativa, ma una piattaforma per intercettare e rispondere ai nuovi gusti dei consumatori. 

Uno dei progetti è articolato su tre obiettivi: ottenere ingredienti e semilavorati plant-based funzionali e gustosi, sviluppare filiere verticalmente integrate a partire dal campo, esplorare nuove tecnologie di processo attraverso la collaborazione con fornitori e centri universitari e di ricerca. 

Ci si è focalizzati sui legumi. “I legumi soddisfano tutti i requisiti del nostro progetto” ha spiegato Dario Battacchi. “L’interesse crescente che li circonda è dovuto al loro elevato contenuto di proteine e fibre. In più, rispetto alla soia, alcuni legumi hanno un tenore di grassi inferiore, caratteristica che apre nuove possibilità sia sul fronte dei processi produttivi che dello sviluppo di prodotto”. 

Altri due progetti condivisi da Dario Battacchi lavorano sulla valorizzazione dei coprodotti di lavorazione. Il primo è EXTREAMS, guidato da Wageningen Food and Biobased Research, sulla trasformazione dei coprodotti in sostituti dello zucchero attraverso un approccio di reverse engineering. 

Il secondo progetto è uno studio di valorizzazione dell’okara, residuo insolubile della produzione delle nostre bevande a base di cereali e di soia. La ricerca ha mostrato un’ampia gamma di possibili applicazioni, dal bakery fino al segmento della carne alternativa. “In sintesi, lavoro sul campo, tecnologia e approccio circolare convergono” sostiene Dario Battacchi, “per offrire soluzioni funzionali, sostenibili e innovative a risposta delle esigenze dei clienti”.

Da queste ricerche sono nati diversi prodotti, tra cui le creme spalmabili nut-free Free-stachio e Chickpeable, che replicano il gusto di pistacchio e nocciola senza contenere frutta a guscio, e Plant-B, con le stesse performance del burro, ma 100% vegano e privo di allergeni.

Uno sguardo al futuro 

Il webinar si chiude con uno sguardo al futuro. 

“Il nostro obiettivo”, ha concluso Carlo Oldani, Group Marketing Director, “è migliorare la qualità dei nuovi ingredienti andando oltre le soluzioni semplici. Stiamo innovando questo settore attraverso il riutilizzo intelligente delle risorse, usando la circolarità per ridefinire il futuro dell’alimentazione”.