Il 22 aprile ricorre la Giornata Mondiale della Terra (o Earth Day), dedicata all’ambiente e condivisa a livello globale. Nata nel 1970 come risposta alla crescente necessità di tutela ambientale, l’Earth Day ha trasformato il disastro petrolifero di Santa Barbara (1969) in una partecipazione collettiva senza precedenti. Quell’anno, negli Stati Uniti, il senatore Nelson riuscì a unire studenti e operai in un fronte comune: 20 milioni di americani scesero in strada, dando vita alla moderna coscienza ecologica.
Oggi, quella protesta si è evoluta in un evento globale che ogni 22 aprile mobilita oltre un miliardo di persone in 193 paesi. Per l’edizione 2026, il tema “Our Power, Our Planet” sottolinea l’importanza della responsabilità condivisa, ricordandoci come la salute della Terra sia legata alle scelte consapevoli che compiamo ogni giorno.
In Unigrà, la nostra responsabilità si traduce in un impegno concreto che coinvolge l’intera filiera, dalle materie prime, fino alla realizzazione di soluzioni per i nostri clienti.
1. La filiera dell’olio di palma
Da dove provengono le materie prime e qual è il loro impatto in termini di GHG: questi sono alcuni dei nostri focus quando si parla di filiera.
Olio di palma
Per Unigrà, la trasparenza sull’origine dell’olio di palma è fondamentale per monitorare e conoscere le aree di produzione. L’azienda traccia l’olio di palma al 100% a partire dalla regione di coltivazione fino al mulino di spremitura dei frutti.
Unigrà è inoltre membro di RSPO (Roundtable on Sustainable Palm Oil), l’organizzazione internazionale dedicata alla promozione della produzione sostenibile di olio di palma, e dell’UIOPS (Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile), la realtà con la stessa finalità che opera su scala nazionale.
Misurazione degli impatti
Unigrà ha avviato un progetto per sviluppare un modello di calcolo ad hoc, basato su tecnologie di misurazione avanzate, per quantificare le emissioni di gas serra (GHG) lungo tutta la filiera dell’olio di palma, con un focus specifico sulla fase di coltivazione. Marcello Valenti, Responsabile della Sostenibilità in Unigrà, spiega: “Questo progetto ci consente di attuare un piano, a lungo e a medio termine, di decarbonizzazione dei nostri processi in linea con gli standard internazionali, infatti intendiamo aderire ai protocolli SBTi”.
La produzione: limitare l’impatto
Con l’obiettivo di ridurre l’impatto del suo business, Unigrà ha intrapreso un percorso orientato ad un modello di economia circolare.
“In Unigrà l’economia circolare si concretizza in vari modi” spiega Valenti “Valorizziamo gli scarti di produzione per ottenere energia, sia termica che elettrica. Minimizziamo lo smaltimento dei rifiuti, inviando a recupero il 99% del totale e riutilizzando alcuni imballaggi, come i pallet. Prediligiamo il packaging riciclabile: il 96% delle nostre confezioni può essere riciclato”.
Misurazione delle emissioni
La misurazione è il primo step per poter migliorare: senza misurazione non ci potrebbe essere miglioramento. “Abbiamo iniziato dallo stabilimento di Conselice e dalla catena di fornitura ad esso collegata, calcolando le emissioni complessive secondo i criteri del GHG Protocol: Scope 1, Scope 2 e Scope 3” prosegue Marcello Valenti. “È risultato che circa l’85% delle emissioni collegabili a Unigrà avvengono al di fuori di Unigrà”.
Parallelamente, Unigrà ha avviato il calcolo delle emissioni di alcuni dei propri prodotti attraverso l’analisi del ciclo di vita (LCA), un metodo che valuta l’impatto ambientale di un prodotto, dall’estrazione delle materie prime al prodotto finito.