Progetti di Sostenibilità

Il modello di produzione energetica di Unigrà

Dalla cogenerazione al biometano: un percorso iniziato 30 anni fa che punta al futuro

La domanda globale di energia è in crescita costante e inarrestabile. Secondo il report World Energy Outlook dell’International Energy Agency (IEA), i consumi energetici mondiali continueranno ad aumentare nei prossimi decenni, trainati dalla crescita della produzione industriale, dall’espansione dei trasporti e dall’impennata dei consumi legati ai data center per l’intelligenza artificiale. In questo scenario di crescita costante dei consumi energetici mondiali, la capacità di autoprodurre energia, in particolare da fonti rinnovabili, si configura non solo come una questione di efficienza operativa, ma come una leva strategica fondamentale per la solidità e la resilienza di un’azienda.

Unigrà ha adottato questa strategia trent’anni fa. Oggi, presso lo stabilimento di Conselice, l’azienda dispone di un sistema integrato per la produzione di energia costituito da quattro impianti operativi. A questi si aggiungerà, entro la metà del 2026, il nuovo impianto a biometano, che rappresenta un ulteriore avanzamento verso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili.

Diversi impianti, un ecosistema energetico

Tutto è cominciato nel 1995 con l’impianto di cogenerazione a metano, costruito per soddisfare l’esigenza aziendale di grandi quantità di energia termica in forma di vapore. A seguire l’impianto a bioliquidi avviato nel 2008, l‘impianto di biogas da digestione anaerobica del 2012, l’impianto fotovoltaico entrato in funzione nel 2025 e, a breve, il nuovo impianto a biometano.   Ogni impianto rappresenta una tappa fondamentale della strategia energetica dell’azienda.

  L’attuale Energy Plant di Unigrà è il risultato di decenni di investimenti e di una visione di lungo periodo: dalla risposta iniziale ad un’esigenza aziendale, all’introduzione delle fonti rinnovabili, fino alla scelta della valorizzazione dei residui di produzione e alla produzione di biometano. Tali misure riducono l’impiego di fonti fossili, contribuendo così ad adottare un modello di economia circolare.

L’impianto di cogenerazione a metano è il primo step di un percorso evolutivo tuttora in corso. In funzione dal 1995 e successivamente qualificato ad alto rendimento, è costituito da più unità e garantisce la produzione di energia termica ed elettrica. La potenza complessiva è di circa 20 MW elettrici, mentre la potenza termica raggiunge le 75 tonnellate di vapore all’ora.

L’impianto a bioliquidi, il primo ad essere alimentato con fonti rinnovabili, vanta una potenza di 58 MW elettrici e 4 MW termici. Produce energia elettrica e calore utilizzando sia residui di produzione che oli vegetali certificati SNC (Sistema Nazionale di Certificazione della Sostenibilità dei Bioliquidi). La certificazione SNC garantisce la provenienza sostenibile della biomassa impiegata, assicurando che l’intera filiera rispetti standard nazionali ed internazionali in materia ambientale e sociale.

  L’impianto di digestione anaerobica, realizzato alla fine del 2012, rispecchia a pieno i principi dell’economia circolare. Valorizza i residui di lavorazione dello stabilimento trasformandoli in biogas, composto per circa il 70% da metano, che viene poi impiegato per la produzione di energia elettrica (0,99 MW) e termica (1 MWt). L’impianto consente di trasformare uno scarto di produzione in una risorsa energetica, riducendo la quantità di rifiuti prodotti.

  L’impianto fotovoltaico, entrato in funzione nel 2025, ha una potenza di 3 MW: i pannelli, installati sui tetti degli edifici del complesso aziendale, permettono di aumentare la produzione di energia elettrica rinnovabile a partire da fabbricati già esistenti. L’introduzione di questo impianto ha segnato l’ulteriore diversificazione delle fonti, riducendo ulteriormente l’impronta carbonica. 

  Il quantitativo di energia elettrica prodotta dagli impianti supera il fabbisogno di energia elettrica dello stabilimento e la quota eccedente viene immessa direttamente nella rete elettrica nazionale.

L’impianto a biometano: ottenere metano da fonti biogeniche

Il nuovo impianto a biometano, la cui entrata in produzione è prevista per il 2026, rappresenta un ulteriore passo avanti. Questo progetto consentirà di potenziare la capacità di biodigestione e, di conseguenza, la produzione di biogas. Il biogas verrà poi purificato attraverso una sezione di upgrading dell’impianto, in grado di separare il metano dalle impurità, per fornire allo stabilimento biometano (metano di origine biologica) conforme ai più elevati standard qualitativi. Per la realizzazione di questo progetto, l’impianto biogas esistente verrà ampliato, portando il numero totale di digestori da 2 a 8.

  I numeri del progetto ne attestano la rilevanza: l’impianto produrrà un totale di 27 milioni di Sm³ di biometano all’anno, con una produzione nominale attesa di 3.200 Sm³/ora. Tutto il biometano prodotto sarà destinato all’autoconsumo, consentendo ad Unigrà di ridurre di quasi il 40% il fabbisogno di metano fossile dei propri impianti. Inoltre, l’utilizzo di metano da origine biogenica garantirà una riduzione delle emissioni di gas serra superiore all’80% rispetto all’impiego di una quantità equivalente di metano da fonte fossile.

  Questo nuovo impianto consentirà inoltre ad Unigrà di implementare una strategia di simbiosi industriale: la CO2 isolata e liquefatta a seguito del processo di upgrading, potrà essere riutilizzata in processi di produzione alimentare e di bevande gassate.

Economia circolare: alla base della strategia di sostenibilità

  L’evoluzione della produzione di energia di Unigrà mette in luce la sua strategia energetica e il percorso intrapreso verso l’economia circolare. Questa strategia si fonda su principi chiari: valorizzare i sottoprodotti derivanti dalle lavorazioni industriali, generare elettricità e calore per l’autoconsumo, ridurre la dipendenza da fonti fossili, abbattere le emissioni di CO₂ lungo la filiera e creare valore per l’ecosistema industriale. Tali azioni rappresentano i pilastri della circolarità e una risposta concreta alle sfide ambientali del nostro tempo.

  In un’epoca in cui la transizione energetica è spesso percepita come un traguardo lontano, Unigrà dimostra che è possibile raggiungerla attraverso azioni graduali, impianto dopo impianto, e con una visione a lungo termine